Maldive: Natale e Capodanno sott’acqua

Pubblicato in 30. Oct, 2013 da in Vacanze di Natale, Vacanze di natale al mare

Meta alternativa all'Equatore per le vacanze di Natale e Capodanno: le MaldiveQuando d’inverno le spensierate giornate d’estate sono solo un ricordo e il freddo ci ha già seccato, può essere una buona idea decidere di partire per un luogo caldo, dove godersi ancora qualche giorno di sole e di mare e trascorrere delle vacanze natalizie al di fuori dal comune. Uno dei luoghi più gettonati è l’arcipelago delle Maldive, un autentico paradiso in Terra.

Il paesaggio e la barriera corallina

Le isole Maldive si trovano a sud dell’India, all’altezza dell’equatore, dove d’inverno la temperatura va dai 24 ai 32 gradi. Sono un gruppo di 27 atolli corallini, ognuno formato da centinaia di isole: il risultato è uno splendido paesaggio marino, dalle spiagge bianchissime, il mare cristallino e calmo, proprio perché protetto dalla barriera corallina, dove vivono specie di pesci coloratissime. Non per niente il sogno di molti è di trascorrere una vacanza proprio in questo luogo, meta di moltissimi viaggi di nozze. Immersioni, gite in barca e snorkeling sono le attività più adatte a questo tipo di vacanza. Le Maldive sono il luogo ideale per le immersioni: non a caso in ognuna delle isole è presente un centro diving. Il periodo peggiore in cui immergersi è l’estate: al contrario rispetto all’Italia questa è la “brutta stagione”, caratterizzata da piogge e mare mosso. Un ostacolo alla visibilità subacquea può essere anche il plancton, quella massa di microrganismi che stanno alla base della catena alimentare marina e che da dicembre ad aprile viene sospinto dai venti sul lato ovest dell’arcipelago, mentre da maggio a novembre si ammassa sul lato est. Pesci coloratissimi, razze, barracuda e squali balena sono solo alcuni degli interessanti esemplari che compongono la fauna marina di queste isole.

Tutti i tipi di immersioni

È possibile fare immersioni con tuta da sub e bombole d’ossigeno anche per i meno esperti: in ogni villaggio è possibile affittare l’attrezzatura da sub, si organizzano corsi pratici e teorici con cui si può prendere il patentino in pochi giorni, dopo aver superato la parte pratica e quella teorica dell’esame finale. Per prendervi parte, però, è necessario esibire un certificato medico di idoneità allo sport. Ogni centro subacqueo delle Maldive, in tutto sono una quarantina, offre la possibilità di fare diversi tipi di immersioni ed è punto di partenza per le barche che portano ai punti migliori dove immergersi. Si possono fare delle uscite mattutine o pomeridiane, ma esiste anche la possibilità di compiere gite di una giornata intera e pranzare sulla barca e, per i più coraggiosi, di fare delle immersioni notturne.
Per lo snorkeling, invece, maschera e boccaglio sono disponibili gratuitamente. Lo snorkeling non è una vera e propria immersione: si tratta di nuotare, indossando le pinne, maschera e boccaglio, non andando più in profondità di 10 metri. È simile al “goggling”: cioè osservare il fondale nuotando in superficie, senza immergersi, sempre con la maschera. Anche le immersioni si differenziano in vari tipi. Esiste ad esempio l’“house reef”, cioè un tipo di immersione adatta ai principianti, da fare lungo la barriera corallina che circonda l’isola, partendo dalla spiaggia: è l’unica per cui non è necessario avere una barca d’appoggio. Un po’ più difficile è l’“in thila”, cioè l’immersione con cui si esplorano le pareti di una secca, dentro l’atollo. Poi c’è il “drift diving”, cioè l’esplorazione della barriera corallina che si affaccia sull’oceano: i sub si lasciano sospingere dalle correnti, legati a dei palloni di segnalazione e seguiti da una barca. Anche con il “drop off” si esplora la parete esterna della barriera corallina, immergendosi in profondità nell’oceano oppure sulla sommità della barriera, per vedere gli abitanti marini di grandi dimensioni, esattamente come succede durante le immersioni nelle pass oceaniche, cioè nei canali che collegano la parte interna dell’atollo al mare aperto. Il più pericoloso è il “wreck dive”, cioè l’esplorazione di navi affondate, è molto rischioso addentrarsi in questi relitti perché possono cadere delle parti della struttura addosso ai sub, che possono rimanere incastrati o ferirsi.
Assolutamente da non fare, qualunque sia il tipo di esplorazione dei fondali che scegliate: raccogliere conchiglie e coralli da portare a casa, è proibito esportarli.

Immagine: Fotolia

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