L’arrampicata su ghiaccio o ice climbing

Pubblicato in 31. May, 2013 da in Vacanze di natale in montagna

Il Free Climbing anche sul ghiaccioPer gli appassionati di scalata, quella estrema e forse più emozionante è la scalata delle cascate di ghiaccio. D’inverno, sulle Alpi come sulle Dolomiti, si può provare questa emozionante e affascinante esperienza, grazie ai numerosi corsi istituiti dalle guide alpine e da associazioni di appassionati di montagna come il C.a.i.

Un nuovo aspetto della montagna

Equilibrio, tenacia, autocontrollo, attenzione e un ottimo controllo dei propri movimenti, sono le caratteristiche necessarie per praticare questo sport, chiamato anche ice climbing. Come la scalata su roccia, questa pratica dà la possibilità di confrontarsi con i propri limiti, dà fiducia in se stessi, riporta l’uomo a contatto con la natura e consente di scoprire un nuovo aspetto della montagna, duro e freddo ma affascinante e unico nel suo genere. Alcune delle attrezzature necessarie sono le stesse dell’arrampicata su roccia, come l’imbragatura, le corde, i moschettoni e i chiodi, ma in più gli scalatori devono indossare i ramponi sugli scarponi e usare la piccozza. Già perché il ghiaccio è scivoloso e bisogna incidere la strada sulla sua superficie per arrivare alla vetta. Mentre con l’arrampicata su roccia si può spesso fare affidamento agli appigli naturali, quando si scala una cascata ghiacciata questi sono sempre creati dallo stesso scalatore, che vi pianta chiodi e appigli.

Uno sport estremo

Proprio per questo l’ice climbing è considerato uno sport estremo: è preferibile praticarlo in giornate fredde, quando il tempo è avverso, perché c’è il pericolo che, a causa del calore del sole o del modo in cui vengono piantati nel ghiaccio i chiodi e la piccozza per aiutarsi a salire, la lastra possa rompersi e staccarsi, rovinando a terra con gli scalatori. Per questo motivo il ghiaccio è stato classificato in diversi tipi, a seconda della sua affidabilità. Il ghiaccio migliore è quello azzurro, che è compatto, ha una temperatura costante ma non eccessivamente bassa, un apporto d’acqua costante, ed è plastico. Non sono affidabili, invece, il ghiaccio grigio o nero, perché ha una temperatura troppo bassa, quello bianco, perché è sciolto dal sole e ha scarsa coesione, quello stratificato, perché ha delle discontinuità termiche che lo portano a rompersi in lastroni. Sono pericolosi e richiedono particolare precisione il ghiaccio sottile e quello stalattico, perché rischiano di rompersi.

Foto di pressmaster – FotoliaSimilar Posts:

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